“Il piano di ristrutturazione annunciato da Electrolux è assolutamente inaccettabile. Parliamo di 1.700 esuberi su 4.500 addetti complessivi in Italia, una percentuale che sfiora il 40% della forza lavoro, oltre alla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e alla riduzione delle produzioni con conseguenti ricadute occupazionali nei siti di Susegana, Solaro, Porcia e Forlì”.
Lo dichiarano Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici, e Francesco Stavale, coordinatore UGL Metalmeccanici Electrolux.
“Una notizia che era nell’aria – proseguono – ma non ci aspettavamo numeri così elevati per quanto riguarda gli esuberi. È grave che, appena conclusa una prima fase di ristrutturazione, l’azienda annunci una seconda riorganizzazione con un impatto devastante sull’occupazione e sul tessuto industriale del Paese. Tutto questo ricade in maniera pesante sugli stabilimenti italiani ed europei, penalizzati da una concorrenza sempre più aggressiva dei prodotti provenienti da Paesi asiatici a basso costo. Una situazione che sta determinando scelte industriali drammatiche, come la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e di altri due siti produttivi all’estero, uno in Ungheria e uno in Cile, con conseguenze gravissime per migliaia di lavoratori e per l’intero comparto manifatturiero.
Riteniamo inaccettabile la scelta di colpire tutti gli stabilimenti italiani del gruppo e di procedere con la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Per questo chiediamo immediatamente la convocazione di un incontro urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, affinché il Governo intervenga per salvaguardare i livelli occupazionali, la continuità produttiva e il futuro industriale del comparto. Non permetteremo – concludono i rappresentanti di UGL Metalmeccanici – che migliaia di lavoratori e le loro famiglie paghino il prezzo di strategie industriali che rischiano di impoverire ulteriormente il sistema manifatturiero italiano ed europeo”.
Roma 14 maggio 2026



