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«Abbiamo ricevuto delle prima risposte: il percorso non si deve fermare qui, anche perché le misure saranno transitorie fino a febbraio e dovremo mettere a terra questi primi strumenti di tutela».

Lo ha detto Daniele Francescangeli, vicesegretario generale dell’UGL Metalmeccanici, al termine dell’incontro odierno, svoltosi presso il ministero del Lavoro sul futuro dell’Ex Ilva di Taranto, alla luce della sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo e del vertice di Palazzo Chigi dello scorso 16 settembre

«Occorre un impegno fattivo che accompagni il futuro assetto societario, sia attraverso una partecipazione di maggioranza da parte dello Stato sia con l’ingresso di un nuovo partner industriale, per garantire la massima tutela delle maestranze, della produzione e del tessuto economico locale» e «per l’indotto abbiamo ribadito la necessità di aprire un vero e proprio cantiere di idee e di intenti, più un intervento a tutela di coloro che si trovano già in una condizione di precarietà a causa delle motivazioni alla base della sentenza».

«Al tavolo, parti sociali, tecnici e i rappresentanti del Ministero hanno esaminato soluzioni concrete e ammortizzatori sociali ad hoc per contenere l’impatto della crisi sul territorio, tra cui cassa Integrazione straordinaria, con un’integrazione salariale fino al 70%; incentivi all’esodo su base volontaria; percorsi di riqualificazione professionale, da estendere concretamente anche ai lavoratori dell’indotto; tutela degli appalti, scongiurando la corsa al massimo ribasso».

 

Roma, 18 settembre 2026

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