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Si è svolto oggi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il tavolo di confronto sul futuro della siderurgia, alla presenza del Vice Segretario Nazionale della UGL Metalmeccanici, Daniele Francescangeli, e del Responsabile Territoriale, Vincenzo Tuvè, insieme ai rappresentanti delle governance di Metinvest e JSW. Dall’incontro è emerso un quadro estremamente preoccupante per il futuro industriale del settore e per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Per quanto riguarda Metinvest, la UGL Metalmeccanici ha appreso con forte preoccupazione che il piano industriale subirà un significativo ridimensionamento. L’azienda, inizialmente individuata come capofila del progetto, vedrebbe ora ridimensionato il proprio ruolo, mentre si apre la ricerca di nuovi partner industriali e finanziari. Un cambio di scenario che introduce ulteriori elementi di incertezza e rischia di compromettere il percorso di rilancio industriale, già caratterizzato da numerose difficoltà. Sul fronte JSW, invece, registriamo ormai da otto anni il susseguirsi di impegni e promesse che, fino a oggi, non si sono tradotti in investimenti concreti e risultati tangibili. Nel frattempo, le lavoratrici e i lavoratori continuano a essere interessati dagli ammortizzatori sociali, senza poter contare su prospettive industriali certe e su un reale progetto di rilancio e valorizzazione del sito siderurgico. In questo contesto, il Governo ha assunto l’impegno di predisporre un documento di accordo quadro, che dovrà essere attentamente esaminato e condiviso con tutti i soggetti coinvolti. Il documento sarà oggetto di confronto entro un termine massimo di quattro-cinque settimane. Un passaggio importante, che dovrà però tradursi in impegni concreti, verificabili e vincolanti, evitando che si trasformi nell’ennesimo rinvio. «Non possiamo più accettare che le vertenze della siderurgia si traducano in un’attesa infinita a carico delle lavoratrici e dei lavoratori. È inaccettabile che, dopo otto anni, si continui a fare affidamento su impegni rimasti disattesi e che progetti industriali strategici vengano ridimensionati proprio quando sarebbero necessarie decisioni coraggiose, investimenti certi e una visione industriale di lungo periodo. La siderurgia rappresenta un asset strategico per il Paese e non può essere lasciata in balia di continui cambi di programma e promesse senza riscontri concreti». I segretari Francescangeli e Tuvè chiedono con forza al Governo e al MIMIT di assumere una posizione chiara e determinata, garantendo trasparenza sui piani industriali, tempi certi per la loro realizzazione e piena tutela occupazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Non c’è più tempo da perdere: la siderurgia italiana ha bisogno di investimenti, certezze e prospettive concrete. I lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi, incertezze e promesse disattese.

 

 

Roma, 05 novembre 2026

 

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