​Partire subito da documento condiviso a Palazzo Chigi

“La decisione della Corte di Cassazione relativa alla chiusura definitiva dell’area a caldo di Taranto segna un passaggio estremamente delicato per il futuro dello stabilimento e per le prospettive occupazionali di migliaia di lavoratori.

Adesso bisogna agire con tempestività e responsabilità, partendo dal documento condiviso a Palazzo Chigi, un piano industriale per garantire la continuità industriale, la produzione di acciaio nel nostro Paese e la salvaguardia dell’occupazione”.

Così Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici.

“Non commentiamo le decisioni della Corte di Cassazione, ma ci aspettavamo tempi più congrui per avviare un percorso di decarbonizzazione e affrontare una fase così delicata, predisponendo un piano industriale alternativo basato sui DRI e sui forni elettrici. Ora il quadro è inevitabilmente più complesso e non possiamo permetterci di perdere altro tempo”.

A questo punto, “è necessario avviare immediatamente un confronto concreto tra istituzioni, azienda e parti sociali per individuare tutte le misure necessarie a tutelare i lavoratori e garantire il futuro produttivo dello stabilimento, senza rinunciare alla prospettiva di rilancio industriale dell’ex siderurgico, anche senza l’area a caldo”.

“Riteniamo indispensabile trasformare questa fase critica in un percorso credibile di riconversione e sviluppo, attraverso investimenti, tempi certi e garanzie occupazionali. La priorità è tutelare i lavoratori e costruire una prospettiva industriale sostenibile, evitando che siano ancora una volta loro a pagare il prezzo più alto”.

 

Roma lì 30 ottobre 2026

Scarica la rassegna in formato PDF