“L’annuncio di un provvedimento urgente a sostegno dei lavoratori e dell’indotto, con misure per i lavoratori indiretti nell’immediato per i primi cinque mesi e il percorso di prepensionamento per quelli diretti, è un primo passo importante del governo”. Così, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sul futuro dell’ex Ilva, il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, insieme al vicesegretario nazionale con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli, e alla componente della segreteria nazionale, Vittoria Buccarini. “La decisione che a breve sarà confermata dal governo va nella direzione espressamente auspicata dall’UGL in tutti gli incontri e cioè la necessità di un intervento straordinario e immediato, in particolare, per i lavoratori dell’indotto – continuano -. Oltre alle azioni concrete e immediate, sono fondamentali tempi certi: la transizione verso un modello produttivo basato sui forni elettrici e sul DRI deve essere accompagnata da un piano industriale chiaro, finanziariamente sostenibile e capace di garantire la continuità produttiva durante tutte le fasi della trasformazione. La decarbonizzazione non può diventare sinonimo di deindustrializzazione e non può tradursi in una riduzione strutturale dell’occupazione; migliaia di lavoratori dell’indotto rischiano di pagare per primi le conseguenze della contrazione delle attività”. “Il Governo – ha proseguito i rappresentanti dell’UGL – ha garantito che nei prossimi giorni il tavolo sarà nuovamente convocato, anche alla luce di eventuali novità che potrebbero emergere nelle prossime ore: le misure di sostegno dovranno essere adeguate, tempestive e accompagnate da una prospettiva industriale solida. La cabina di regia permanente, annunciata dal governo, deve diventare uno strumento realmente operativo, attraverso un confronto continuo con le organizzazioni sindacali, le istituzioni territoriali e tutti i soggetti coinvolti. Ogni scelta sul futuro dell’ex Ilva dovrà essere accompagnata da precise garanzie occupazionali e industriali”. “È arrivato il momento irrevocabile delle decisioni: non sono più accettabili ulteriori rinvii né nuove incertezze sul futuro dei lavoratori e della siderurgia italiana. L’emergenza occupazionale non può essere separata dalla prospettiva industriale”, ha concluso Spera.
Roma, 16 settembre 2026



