“Come UGL Metalmeccanici ci stringiamo con sentimento profondo di vicinanza al dolore dei colleghi e della famiglia dell’operaio 37enne deceduto stamattina, mentre svolgeva attività di manutenzione, e dipendente di un’azienda dell’indotto dello stabilimento ex Ilva. A Taranto si continua a morire di lavoro, un fatto inaccettabile e di questo si dovrà tenere conto anche nell’ambito della convocazione arrivata da Palazzo Chigi per il 5 marzo”. Lo dichiara Antonio Spera, segretario nazionale UGL Metalmeccanici. “È necessario fare piena luce sull’accaduto e accertare eventuali responsabilità, perché, se, in generale, la sicurezza deve essere una priorità assoluta e non può mai essere subordinata a logiche produttive o di risparmio, nel caso particolare di Taranto, è da tempo che gli incidenti si ripetono con troppa frequenza e per questo, come sindacato, denunciamo la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e di tutela per tutti i lavoratori, diretti e indiretti, del sito. Interrompere la scia di sangue e smettere di contare vittime e incidenti è essenziale tanto quanto fare dell’ex Ilva una realtà industriale produttiva nel pieno delle proprie potenzialità e sostenibile sotto tutti i punti di vista, da quello ambientale fino all’aspetto irrinunciabile della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro”. “Bisogna intervenire presto e con determinazione per fermare un’inaccettabile strage e per rilanciare un sito strategico sia per il settore siderurgico sia per lo sviluppo di tutta l’industria italiana”, conclude Spera.
Roma lì 2 marzo 2026



