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Dalla settimana prossima, tavolo tecnico al MIMIT con tutti i ministeri interessati, Regione e Comune di Taranto

 

“Chiediamo un intervento straordinario – e condiviso – del governo per salvaguardare l’ex Ilva e tutta la filiera: la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che dispone la sospensione delle attività dell’area a caldo di Taranto entro 90 giorni per rimuovere l’amianto circoscritto, rappresenta un impedimento per l’approvvigionamento dell’acciaio in tutto il gruppo e mette in discussione sia il futuro dello stabilimento di Taranto sia dell’intera siderurgia italiana. Così si rischiano fino a 5.000 esuberi diretti e indiretti, ecco perché, come organizzazione sindacale, non possiamo condividere un crono programma per lo spegnimento dell’aria a caldo”.

Lo dichiara al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera, che ha partecipato insieme al vicesegretario nazionale Daniele Francescangeli e alla dirigente nazionale Vittoria Bucari

L’UGL Metalmeccanici ribadisce con forza “che salute, sicurezza e occupazione devono procedere insieme. La tutela della salute pubblica è un principio imprescindibile, ma il risanamento ambientale deve significare bonifiche, investimenti e innovazione tecnologica, non la chiusura degli impianti e la deindustrializzazione del Paese”.

Inoltre, “la fermata dell’area a caldo rischia di colpire non solo i lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia, ma anche migliaia di addetti dell’indotto e delle aziende in appalto. Per noi, non esistono lavoratori di serie A e di serie B: l’occupazione va garantita a tutti”.

“Il prestito ponte di 100 milioni di euro, stanziato dal governo, è un primo intervento importante, ma non sufficiente. Governo, azienda e istituzioni devono definire rapidamente una strategia industriale chiara, anche in vista del ricorso in Cassazione, con l’obiettivo di garantire il futuro dell’area a freddo e dell’intero sito produttivo”.

Infine, “i lavoratori non possono più vivere nell’incertezza. Servono decisioni rapide: chiediamo al Governo di indicare immediatamente quali azioni intenda adottare per garantire la continuità produttiva del sito, la tutela dei livelli occupazionali, il completamento del risanamento ambientale e il rilancio della siderurgia nazionale.  La transizione non può tradursi in chiusure, perdita di posti di lavoro e desertificazione produttiva”.

Dalla prossima settimana, tavolo tecnico presso il MIMIT con tutti i ministeri interessati, Regione e Comune di Taranto per acquisire tutte le proposte.

 

Roma, 28 luglio 2026

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