«Dal vertice di ieri, tenutosi presso la prefettura Genova tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, enti locali, sindacati, imprese e comitati cittadini sono emerse delle luci molto importanti ma anche delle ombre sinistre sul futuro dell’acciaio».
È quanto dichiara il segretario nazionale UGL Metalmeccanici, Antonio Spera.
Per il sindacalista «rappresenta un segnale positivo e molto significativo dell’importanza strategica dell’acciaio e della fase delicata che il Paese sta attraversando per garantire un futuro ad un’azienda che può e deve uscire da una fase di crisi, riuscendo così a contribuire e a sostenere le difficoltà in cui versano altri asset strategici, la disponibilità degli enti locali della Liguria e Piemonte verso nuovi investimenti».
«Tuttavia, qualora venisse confermato che l’impianto per la produzione del preridotto DRI si farà a Gioia Tauro e non a Taranto, opportunità su cui la Calabria intende giustamente scommettere, il risultato industriale sarebbe il “rilancio” di una mini-Ilva con perdite di migliaia di posti di lavoro diretti e per l’indotto», sottolinea il sindacalista.
«Come UGL Metalmeccanici, non possiamo nascondere sia la consapevolezza dell’opportunità che territori lungimiranti stanno cercando di cogliere sia la preoccupazione per la mancanza di responsabilità e di coraggio che gli enti locali di Taranto e della Puglia stanno mostrando, arrivando a compromettere non soltanto il futuro industriale e ambientale dei loro territori ma anche quello dell’intera Nazione».

Roma, 3 settembre 2025

Scarica la rassegna in formato PDF